Scheda programma d'esame
FILOLOGIA DIGITALE
MICHELANGELO ZACCARELLO
Anno accademico2017/18
CdSITALIANISTICA
Codice1138L
CFU6
PeriodoPrimo semestre

ModuliSettoreTipoOreDocente/i
FILOLOGIA DIGITALEL-FIL-LET/13LEZIONI36
MICHELANGELO ZACCARELLO unimap
Obiettivi di apprendimento
Conoscenze

Il corso propone una riflessione articolata su strumenti, metodi e finalità della critica dei testi nell’era digitale, proponendo una serie di case studies: dalle “buone pratiche” editoriali ai casi più problematici della digitalizzazione di massa (mass digitization). Gli studenti saranno portati a riflettere sull'evoluzione della nozione di testo, in rapporto alla volontà d'autore e ai concreti manufatti che la testimoniano; a valutare le diverse soluzioni editoriali nel nuovo ambito della pubblicazione on-line; a muoversi negli ambienti interattivi e collaborativi degli archivi ipertestuali.

Modalità di verifica delle conoscenze

La parte teorica del corso sarà oggetto della prova orale conclusiva, valevole per il 60% del voto finale.

 

 

Capacità

A partire dai vari "case studies" proposti, dalle tecnologie più innovative di indagine materiale dei manufatti d'epoca alla codifica dei testi, dai problemi legali e testuali della digitalizzazione di massa alle varie tipologie di edizione digitale, gli studenti dovranno approfondire un argomento a scelta ed esporlo in classe nella seconda parte del corso.

Modalità di verifica delle capacità

Seminario di approfondimento su uno o più degli argomenti introdotti nella prima parte del corso, valevole per il 40% del voto finale. Individuale o d'équipe, il lavoro sarà esposto in classe nella seconda parte del corso.

Comportamenti

Introduzione e/o aggiornamento teorico sugli attuali metodi di indagine e pubblicazione dei testi; approfondimento scientifico individuale o d'équipe; capacità di raccogliere ed elaborare dati di prima mano; avviamento alla progettazione editoriale su interfaccia digitale.

Modalità di verifica dei comportamenti

Seminario di approfondimento su uno o più degli argomenti introdotti nella prima parte del corso, valevole per il 40% del voto finale. Individuale o d'équipe, il lavoro sarà esposto in classe nella seconda parte del corso.

Prerequisiti (conoscenze iniziali)

Per seguire la bibliografia del corso e le eventuali direttrici di approfondimento, in gran parte basate su materiali anglofoni, è richiesta una buona conoscenza della lingua inglese (indicativamente, livello B1 generale, ma con capacità di comprensione particolarmente spiccate). Non sono invece richieste particolari competenze di carattere informatico, al di là di elementari conoscenze di informatica umanistica, quali sono offerte dalle attuali fonti manualistiche di area filologica.

Corequisiti

Per sviluppare spunti introdotti nel corso, possono risultare molto utili gli insegnamenti di informatica umanistica, anche se non sono richieste particolari competenze di carattere informatico.

Indicazioni metodologiche

A partire dagli anni Novanta, le caratteristiche del mezzo elettronico hanno impresso una profonda metamorfosi tanto alle fasi preparatorie del lavoro filologico, quanto al modello editoriale di arrivo, con nuove possibilità, mediante programmi dedicati, di immagazzinare e richiamare immagini digitali, o di confrontare le diverse forme in cui il testo è documentato, riconoscendone differenze anche minime. Nella codifica dei testi e nella pubblicazione digitale, è stata spesso sottolineata, tuttavia, la maggiore attenzione alle funzioni di rappresentazione che di interpretazione finalizzata alla costituzione del testo critico. La pubblicazione digitale online si pone dunque al confine fra il mondo della critica testuale e quello della conservazione e archiviazione dei documenti, il primo tendente a un’ideale approssimazione al testo originale, il secondo alla storica materialità delle testimonianze: è una biforcazione che ripropone il dibattito – molto vivo Oltreoceano – sul dualismo del testo letterario, sospeso fra l’astrattezza dell’opera (work) e la concreta tangibilità dei documenti (texts). Il corso propone una riflessione articolata su strumenti, metodi e finalità della critica dei testi nell’era digitale, proponendo una serie di case studies: dalle “buone pratiche” editoriali ai casi più problematici della digitalizzazione di massa (mass digitization). Su alcuni di essi, gli studenti potranno svolgere seminari ed esercitazioni nella seconda parte del corso.

Teaching methods

Since the 1990s, the digital media shift has had a broad impact on both the preparatory stages of scholarly editing and the presentation and publication of data, expanding our possibilities to store and visualize digital images, to compare different versions of a certain text and to highlight their variants. In many cases, textual encoding and digital scholarly editing have developed new opportunities in terms of storage and representation rather than of interpretation and establishment of a critical text. Online publication, in particular, seems oriented to conservation and archival of documents rather than to traditional textual criticism. Such evolution revives a broad debate on what we mean by literary text: the hypothetical “original work” based on its author’s final intention or its various “versions” as represented by material documentation. Lessons will focus on the aims, methods and tools of textual scholarship in the digital age, encouraging students to reflect upon various case studies and produce seminars on individual problematic issues, such as mass digitization and on-line archives, in the second part of the course.

Programma (contenuti dell'insegnamento)
  1. Argomenti principali (introdotti nel corso e/o sviluppati dagli studenti nei seminari):
  • La svolta verso il mezzo digitale (Digital Media Shift).
  • Il diritto d’autore nell’era digitale.
  • La mass digitization e il monopolio Google.
  • I software OCR e la mass digitization.
  • Edizioni critiche digitali 1: Edizione di archivi d’autore.
  • Edizioni critiche digitali 2: Edizione di testimonianze multiple.
  • Il contesto collaborativo: dal social text alla crowdsourced edition.
  • I software di collazione (Juxta, Collate, TEX).
  • Pratiche e modelli di editio variorum sulla Rete.
  • Textual forensics: nuove prospettive d’indagine multispettrale digitale.
  • Prospettive attuali della hard drive philology.
Bibliografia e materiale didattico

Testo di riferimento:

Jerome J. McGann, La letteratura dopo il world wide web: Il testo letterario nell'era digitale (ed. orig. Radiant Textuality. Literary Studies after the World Wide Web, 2001). Edizione italiana a cura di Dino Buzzetti, Bologna, Bononia university press, 2002.

Inoltre, un libro a scelta fra:

Paul R. Eggert, Securing the past. Conservation in art, architecture and literature, Cambridge, Cambridge University Press, 2009.*

Jerome J. McGann, A New Republic of Letters. Memory and Scholarship in the Digital Age, Cambridge (Mass.), Harvard University Press, 2014.*

T. Numerico, D. Fiormonte, F. Tomasi, L’umanista digitale, Bologna, Il Mulino, 2010.

Elena Pierazzo, Digital Scholarly Editing Theories and Practices, Cambridge, Open Book Publishers, 2016 (accesso online UNIPI).

*) Dato il prezzo di copertina, si consiglia la versione Kindle.

Sono richieste le seguenti letture integrative: I seguenti articoli apparsi in rivista (da fornire in PDF):

D. Fiormonte, Il testo digitale: traduzione, codifica, modelli culturali, in Italianisti in Spagna, Ispanisti in Italia: la traduzione. Atti del Convegno, Roma, Edizioni Q, 2008, pp. 285-300.

P. Italia, Editing 2.0. Come leggiamo e leggeremo i testi in rete, «Nuovi Argomenti», LXXIII/1 (2016), pp. 80-86.

L. Leonardi, Filologia elettronica fra conservazione e ricostruzione, in Digital philology and medieval texts, a cura di A. Ciula e F. Stella, Pacini, Pisa, pp. 65-75; scaricabile in PDF al link http://www.infotext.unisi.it/upload/DIGIMED06/book/leonardi.pdf

 b) Inoltre, un saggio a scelta fra i seguenti saggi (da fornire in PDF):

B. Bordalejo, The texts we see, the works we imagine. The Shift of Focus of Textual Scholarship in the Digital Age, «Ecdotica», VII (2010), pp. 64-75.

Paul Eggert, The Conservator’s Gaze, «Library Trends», LVI/1 (2007), p. 80-106.

F. Stella, Metodi e prospettive nell’edizione di testi mediolatini, scaricabile in PDF al link http://www.tdtc.unisi.it/files/materiale_didattico/stella/FilMed.pdf

H.W. Storey, The Interpretive Mechanisms in the Textual Cultures of Scholarly Editing, «Textual Cultures. Text, contexts, interpretation», 4.1 (2009), pp. 129-147.

Indicazioni per non frequentanti

Per i non frequentanti, per ragioni che devono essere contemplate dal Regolamento d’Ateneo, è inoltre richiesta la lettura di un ulteriore libro fra quelli al punto 3 del programma:

Paul R. Eggert, Securing the past. Conservation in art, architecture and literature, Cambridge, Cambridge University Press, 2009.*

Jerome J. McGann, A New Republic of Letters. Memory and Scholarship in the Digital Age, Cambridge (Mass.), Harvard University Press, 2014.*

T. Numerico, D. Fiormonte, F. Tomasi, L’umanista digitale, Bologna, Il Mulino, 2010.

Elena Pierazzo, Digital Scholarly Editing Theories and Practices, Cambridge, Open Book Publishers, 2016 (accesso online UNIPI).

Modalità d'esame

La parte teorica del corso sarà oggetto della prova orale conclusiva, valevole per il 60% del voto finale. Le conoscenze applicate saranno verificate attraverso un seminario, individuale o di gruppo, valevole per il 40% del voto finale. 

Note

Il corso inizia il martedì 17 ottobre 2017 e dura, salvo variazioni, fino al 14 dicembre 2017, con il seguente orario.

MAR 14,15-15,45 Ricci 7
MER 16-17,30 Chimica 6
GIO 10,15-11,45 Ricci 6

Per ulteriori informazioni, contattare il docente:
michelangelo.zaccarello@unipi.it. 

Ultimo aggiornamento 05/10/2017 17:17