Scheda programma d'esame
LINGUA E LETTERATURA GRECA II
MAURO TULLI
Anno accademico2018/19
CdSLETTERE
Codice175LL
CFU12
PeriodoPrimo semestre

ModuliSettoreTipoOreDocente/i
LINGUA E LETTERATURA GRECA IIL-FIL-LET/02LEZIONI72
MAURO TULLI unimap
Programma (contenuti dell'insegnamento)

Supplica e lamento nel XXIV dell’Iliade

Omero costruisce l’ultimo libro dell’Iliade nel segno del pathos. In apertura, il dolore di Achille per la morte di Patroclo trova espressione crudele nel tormento inferto al corpo di Ettore. Liberare la dinamica del racconto è compito di Zeus che, per esortazione di Apollo, coinvolge Teti e Iris. Da qui la persuasione di Achille, pronto al riscatto, da qui la decisione di Priamo, uscire dalla città, per ottenere il corpo di Ettore. Subito dopo il presagio dell’aquila, quando il carro di Priamo procede nella pianura deserta verso le schiere degli Achei, un grande intervallo placa la tensione: fra eleos e phobos, Ermes per ordine di Zeus garantisce un approdo sicuro nella tenda di Achille. Canonica e vivace, la scena della supplica è pervasa dal pianto di Priamo e di Achille, fra memoria del passato e accettazione del volere divino. Il banchetto, culmine dell’ospitalità, offre la cornice per un cenno allusivo al dolore di Niobe. La scena giunge al termine con le intese per consentire il rito di onore al corpo di Ettore. Breve il sonno di Priamo, perché ben presto Ermes lo guida nel ritorno. Annunciato da Cassandra, in attrito con il trionfo, il corpo di Ettore supera le porte. Nel palazzo è il rito, un lamento altissimo intonato con le modulazioni di tre donne, Andromaca, Ecuba, Elena. Con la descrizione del rogo e del tumulo con urna d’oro e pepli di porpora, Omero chiude il racconto. Il corso cercherà di capire il fascino del solenne passo funebre analizzando la tecnica narrativa, la caratterizzazione dei personaggi, le raffinate sfumature di lessico e stile.

Omero, Iliade XXIV

Isocrate, Evagora

Plutarco, Consolatio ad uxorem

Syllabus

Supplication and lamentation in the XXIV book of the Iliad

Homer constructs his last book of the Iliad in the name of pathos. In the opening, Achilles’ mourning over the death of Patroclus finds its cruel expression in the torment inflicted in Hector’s body. Releasing the dynamics of the story is Zeus’ task, who by means of Apollo’s exhortation, involves Thetis and Iris. This results in Achilles’ persuasion, who is ready for the redemption, and in Priam’s decision to leave the city to claim Hector’s body. Immediately after the omen of the eagle when Priam’s chariot proceeds in the deserted plains towards the troops of the Achaeans, a huge break soothes the tension: between eleos and phobos, Hermes guarantees, by means of Zeus’ decree, a safe haven in Achilles’ tent. The scene of the supplication, lively and canonical, is pervaded by Priam’s and Achilles’ lamentation between the memory of the past and the acceptance of the divine will. As a culmination of the hospitality, the banquet offers the frame for an allusive sign to Niobe’s grief. The scene leads to the agreement to allow the funeral honour on Hector’s body. Priam’s sleep is short, because Hemes takes him back home. Announced by Cassandra, in friction with the triumph, Hector’s body gets through the gates. In the palace the rite is a loud lamentation in tune with the modulations of three women Andromache, Hecuba and Helen. By means of the description of the burning and of the tomb with the golden urn and the purple peplums, Homer ends his story. This course will try to shed light on the fascination of the solemn funeral passage by analysing the narrative technique, the representation of the characters as well as the refined nuances of lexicon and style.

Bibliografia e materiale didattico
  1. Arrighetti, La cultura letteraria in Grecia, Roma-Bari 1989, 3-171
  2. Di Benedetto, Nel laboratorio di Omero, Torino 1998, 271-297
  3. Impara, M. Manfredini, Plutarco, Consolazione alla moglie, Napoli 1991, 7-51
  4. Nannini, Omero: l’autore necessario, Napoli 2010, 129-318
  5. E. Rossi, Estensione e valore del colon nell'esametro omerico, “Studi Urbinati” 39 (1965), 239-273, ora, con Post-scriptum 1995, in M. Fantuzzi, R. Pretagostini, Struttura e storia dell'esametro greco, II, Roma 1996, 271-320
  6. K. Ziegler, Plutarchos, in “RE” XXI, Stuttgart 1951, trad. it. Brescia 1965, 11-105
Note

Orario di ricevimento: giovedì ore 11.00-12.00.

Ultimo aggiornamento 09/10/2018 11:54